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Scritto da 

Niccolò Budoia

11 marzo 2025

CIRT

Il terzo posto del giovane ACI Team Italia è stato la grande sorpresa di questo Rally Città di Foligno. A lui certo non dispiace, ma non nasconde un po' di delusione: "Senza quella foratura avremmo potuto provare a vincere".

È stata la più grande sorpresa del Rally Città di Foligno, senza dubbio. Un terzo posto abbagliante, una leadership mantenuta per cinque prove speciali, una maturità invidiabile. Giovanni Trentin, in coppia con Alessandro Franco, ha dimostrato davvero di che pasta sia fatto, correndo un rally ai limiti della perfezione e raggiungendo un traguardo che pochissimi potevano anche solo immaginare. Sul podio è stato intervistato e guardava verso il basso, con la timidezza di una maggiore età raggiunta da troppo poco. Ma il ragazzo sa essere profondo, scavare dentro sè stesso per andare avanti e correre oltre le preoccupazioni e le pressioni. Trovando in questo la soddisfazione più grande.

Giovanni, com'è aver chiuso sul podio in una gara CIRT a 18 anni?

"In realtà sono un po' deluso. Per carità, sono contentissimo del podio, ma il mancato cambio dell'ordine di partenza dopo l'ultimo riordino ci ha mandati sulle prove per primi, e nella penultima abbiamo forato su un pietrone in traiettoria. Ho perso una ventina di secondi".

Potevi vincere?

"Non lo so, di sicuro però ce la potevamo giocare. L'ultima prova avrebbe cambiato davvero tutto, ma eravamo lì".

Il podio è una soddisfazione, almeno?

"Certo, ci mancherebbe. Ma so che avremmo potuto ottenere di più".

Te l'aspettavi?

"Dopo i test sapevo che avevamo un buon ritmo, ma non conoscevo le strade e soprattutto a che livello fossi rispetto agli altri. Ero fiducioso, sapevo di poter stare con i primi".

Quali erano gli obiettivi?

"Volevo mantenermi tranquillo e verificare il mio livello alla prima gara vera con Alessandro Franco. Dopo aver visto i primi tempi abbiamo confermato le sensazioni dei test, ma non è stato per nulla facile partire per primi nel secondo giro, anche se ci siamo adattati abbastanza bene".

Hai pensato di poter vincere già dopo PS1?

"No, sapevo quanto forti fossero i miei avversari e quanti problemi avrei potuto dover affrontare. I tempi erano belli, quello sì".

Cosa ti ha insegnato questa prima gara del CIRT?

"Che le gare sono molto tirate, tanto che dopo il secondo giro pareva quasi di essere in pista. I distacchi erano minimi, eravamo in sette tutti sullo stesso ritmo. Abbiamo dovuto tutti tirare al massimo senza sbagliare, e non è facile".

E in quell'ultimo giro, cos'hai pensato?

"Ho provato a vincere, sapevo che era possibile ma anche quanto fosse dura dopo il mancato cambiamento dell'ordine di partenza (Trentin, in quel momento terzo in classifica, è ripartito per primo con Battistolli secondo, Johansson terzo, Ciuffi quarto e Korhola quinto, ndr). C'era parecchia pressione attorno a me, anche perchè guidavo per la prima volta in Italia".

È stata una sfida in più?

"Sì, ma la sfida vera è stata contro me stesso. Dovevo spingere nonostante tutto il resto, tutto quello che avevo attorno, tutte le difficoltà. Ho sempre tentato di correre senza farmi paranoie, senza pensare a quello che avrebbe potuto andare meglio o agli eventuali problemi. È stata una soddisfazione esserci riuscito, questo sì".

Trentin: "Benissimo il terzo posto, ma ho provato a vincere"

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